Ultimo giorno a Napoli per Alma- Tadema
Ultimo giorno per visitare a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale Alma- Tadema e la nostalgia dell’antico, mostra curata da Stefano De Caro, Eugenia Querci e Carlo Sisi. Viene tracciato un panorama dello sviluppo della pittura neopompeiana in Italia, collocandola in un più ampio contesto internazionale e ponendola a colloquio con le opere del principale e più riconosciuto cultore del genere: l’artista di olandese Lawrence Alma-Tadema (1836-1912).
Le scoperte archeologiche di Pompei e dell’area vesuviana esercitarono nell’Ottocento un influsso fortissimo su pittori e scrittori, restituendo un’immagine vivida del mondo antico. I quattordici “quadri-museo” dell’artista rappresentano la rinascita del mondo romano: con una tecnica raffinata e un disegno meticoloso viene evocato un mondo dove la materialità delle rappresentazioni elude l’idealismo neoclassico e rende reale la nostalgia dell’antico. Grazie alla profonda conoscenza archeologica e letteraria dell’antichità classica, Alma-Tadema riesce a far rivivere in chiave estetizzante un mondo ormai perduto.
La mostra raccoglie anche una sessantina di opere di artisti – italiani e stranieri – che si accostarono al genere neopompeiano: le vestigia di Roma, ma di più le rovine di Pompei, Ercolano e tutta l’area vesuviana, furono infatti fonte d’ispirazione anche per Domenico Morelli, Giovan Battista Amendola, Filippo Palizzi, Giacinto Gigante, Francesco Saverio Altamura, Achille D'Orsi, Cesare Maccari e Jean-Léon Gérôme.
Il percorso espositivo è suddiviso in sezioni, corrispondenti ai diversi temi: la prima è dedicata all'esempio di Lawrence Alma-Tadema, con una scelta di opere significative e di richiamo, che esemplifichino il genere nella sua massima espressione. Un’altra è dedicata al gusto antiquario per la citazione degli elementi architettonici, scultorei, delle realtà sociale e religiosa classica, derivata dall'esempio di Alma-Tadema, e interpretata da artisti italiani e internazionali. Una terza è dedicata alla raffigurazione di interni con scene familiari e di genere, in cui situazioni caratteristiche della società borghese ottocentesca vengono calate in un contesto classico. La quarta riservata alla raffigurazione di episodi chiave della storia greca e romana; mentre una quinta sezione è dedicata alla rappresentazione degli scavi con dipinti dal vero – opere di Palizzi e Gigante - e con testimonianze dell'attività di rilevatori e disegnatori archeologici. L’ultima sezione è concentrata sulla fortuna iconografica e letteraria di Pompei e degli scavi di area vesuviana, illustrata attraverso documenti di vario genere: libri, stampe, incisioni, litografie, cartoline, fotografie antiche, guide archeologiche dell'epoca, opere liriche e di teatro, pellicole cinematografiche.
Nell'allestire questa esibizione sono stati selezionati anche una cinquantina di reperti archeologici provenienti dagli scavi vesuviani, come statue, tripodi, candelabri, affreschi, spesso messi a confronto con le opere pittoriche che ne hanno tratto ispirazione.
Alma- Tadema e la nostalgia dell’antico
Fino al 28 aprile
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Museo, 19 – Napoli
Orario: 9.00 - 20.00
Tel. 0390814422149
Sito Internet : http://www.archeona.arti.beniculturali.it
28 / 04 / 2008
giovanna ferri